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Edilizia, quali sono i limiti per le sopraelevazioni?

Il Tar Calabria, con la sentenza 387/2019, ha spiegato i limiti previsti per effettuare una sopraelevazione chiarendo la definizione di altezze massime.

Per poter realizzare una sopraelevazione è fondamentale tener conto dell’altezza degli edifici preesistenti e circostanti. È quanto emerge dalla sentenza 387/2019 del Tar Calabria, attraverso la quale i giudici hanno spiegato i contenuti dell’articolo 8 del DM 1444/1968, che definisce le altezze massime in base alle zone territoriali omogenee.

Il caso

Nel caso preso in esame dai giudici del Tar, il proprietario di un immobile, ubicato in zona B, aveva richiesto il permesso di costruire per realizzare una sopraelevazione incassando il rifiuto del Comune, il quale sosteneva che l’altezza proposta fosse eccessiva rispetto a quella degli edifici vicini. Il Comune però, secondo il proprietario, si era espresso considerando solo gli edifici adiacenti, senza tener conto di immobili presenti nelle immediate vicinanze che disponevano di altezze compatibili con quella che avrebbe voluto realizzare. Ragion per cui il proprietario aveva deciso di rivolgersi al Tar.

L’altezza degli edifici circostanti

I giudici hanno respinto il ricorso presentato dal proprietario spiegando che il criterio adoperato dal DM 1444/68 – che nell’art. 8 prevede, per le zone B, che l’altezza massima dei nuovi edifici non può superare l’altezza degli edifici preesistenti e circostanti, eccezion fatta per quelli appartenenti a piani particolareggiati o lottizzazioni convenzionate con previsioni planovolumetriche, sempre che rispettino i limiti di densità fondiaria – è “porre a riferimento della nuove costruzioni, o dell’ampliamento di costruzioni esistenti, l’altezza degli immobili contigui al fine di mantenere, in un assetto edilizio circoscritto e già consolidato, caratteristiche di omogeneità”.
La disciplina urbanistico-edilizia prescrive, infatti, che l’altezza massima degli edifici di nuova costruzione non può superare l’altezza di quelli “preesistenti circostanti”: un limite da intendere nel senso di edifici limitrofi. Una ratio volta ad evitare che fabbricati contigui o strettamente vicini presentino altezze nettamente differenti in modo tale da mantenere l’omogeneità degli assetti costruttivi rientranti in zone di limitata estensione.