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Lavori pubblici, stabilito il piano triennale: massima priorità a ricostruzioni e opere incompiute

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM 14/2018 che contiene lo schema tipo per la redazione e l’aggiornamento dei programmi relativi ai lavori pubblici. Si inizierà a partire dal triennio 2019-2021: la priorità andrà alla ricostruzione post-calamità naturali e al completamento delle opere incompiute.

Il 24 marzo 2018 entrerà in vigore il regolamento sulle procedure e sugli schemi-tipo per la redazione e la pubblicazione del programma triennale dei lavori pubblici, insieme al piano biennale per l’acquisizione di forniture e servizi, e i relativi elenchi e aggiornamenti annuali. L’applicazione del provvedimento, composto da 11 articoli, inizierà dal triennio 2019-2021 per i lavori pubblici e dal 2019-2020 per quanto riguarda le forniture.

Tre gradi di priorità

Il grado di priorità dei lavori va valutato, come indicato nel provvedimento, in base a tre livelli: massimo, medio e minimo.
Sono considerati prioritari i vari lavori di ricostruzione, ripristino e messa in sicurezza conseguenti a calamità naturali, senza tralasciare gli interventi di manutenzione e recupero del patrimonio esistente, il completamento di opere incompiute, progetti definitivi o esecutivi già approvati, lavori cofinanziati da fondi europei e lavori per i quali ricorra la possibilità di finanziamento con capitale privato maggioritario. Tra gli esempi sopra citati, secondo il decreto, la priorità massima dovrà essere rivolta ai lavori post-calamità naturali e successivamente ai lavori di completamento di opere pubbliche incompiute.

Il ruolo delle Amministrazioni

Affinché si possa inserire un intervento all’interno del programma triennale e dell’elenco annuale, le Amministrazioni devono approvare in modo preventivo il progetto di fattibilità tecnica ed economica dell’intero lavoro verificando se l’importo destinato alla realizzazione è superiore o equivalente ad un milione di euro. Nel caso in cui l’importo sia inferiore alla cifra sopra citata, spetta all’Amministrazione il compito di approvare il documento di fattibilità relativo alle alternative progettuali dell’intera opera.
Per rendere operativa la programmazione triennale è necessario, inoltre, effettuare il censimento preventivo delle opere incompiute. Anche in questo caso le Amministrazioni rivestono un ruolo particolare: dovranno infatti decidere, in base alla stima dei costi necessari, se scegliere il completamento delle opere incompiute, il loro utilizzo ridimensionato, o, addirittura, la loro demolizione.